L’Anticristo. Cronaca grigia settimanale.

release notes
Torino (Tip. Perrin); settimanale; cm 18 x 13; pp. 32.
responsabile
Direttore resp. : Giovanni Eandi; amministratore : L. D'Amico.
konsistenz
a. I, n. 1 (1° gennaio 1872) - a. I, n. 19 (5-12 maggio 1872).
inhalt notizen
Giornaletto anticlericale, la cui prosa, in parte seria, in parte umoristica, si rivolge prevalentemente contro le istituzioni della Chiesa e contro la stampa clericale, i suoi sovventori e manipolatori. Invoca la concordia nel mondo della democrazia, il cui scisma parolaio suscita lo scandalo di vedere « chi inneggia a Mazzini per rendere ridicolo Garibaldi, chi calunnia un Marx per inneggiare ad uno Stefanoni, chi confonde le meditazioni di un Bakunin colle pazzie di un Vermeersch, un articolo di Brusco Onnis con una pagina del Guerrazzi... una associazione operaia con una Costituente »; critica coloro « che hanno sul labbro la fratellanza e il livore partigiano nelle opere », che « hanno rubato ogni prosa di Mazzini,... ogni colpo di penna di Garibaldi,... hanno fatto dire a Bakunin l'impossibile, a Marx l'assurdo... hanno mutuato al Proudhon le stravaganze, al Fourier le allucinazioni, a Luigi Blanc le incorreggibilità, hanno preteso di obliare la questione sociale per la politica ». Nella rubrica Delizie bibliografiche segnala l'« Almanacco repubblicano » pubblicato da « La Plebe » di Lodi e l'« Almanacco istorico » di Mauro Macchi. Nelle rubriche Vespaio politico e Asterischi da notizia del sequestro di giornali democratici e socialisti repubblicani come « Italia nuova » e « Gazzettino rosa », al quale rivolge le sue simpatie, specie nella polemica da quest'ultimo sostenuta con la « Gazzetta » di Torino. Accoglie la proposta del giornale « L'Avanti » di pubblicare l'elenco dei giornali del partito repubblicano. Dedica una serie di articoll alla storia in sintesi della Comune parigina. A proposito del sequestro del giornale « II Martello » e della dichia­razione del direttore di assumere personalmente la gerenza per non esporre l'innocente gerente al pericolo del carcere, si rallegra col coraggioso ed onesto internazionalista V. Pezza. Pubblica ad intervalli un ampio scritto informativo e polemico: I mazziniani e l'associazione internazio­nalista, dedicato a G. Garibaldi, nel quale conferma la sua tenace opera di pacificazione « perché un tempo prezioso abbiamo sciupato a combatterci, nel mentre ciascuno per la propria via avrebbe potuto procedere verso la meta comune ». Deplora la polemica suscitata contro Bakunin da Maz­zini, il quale rimprovera il vizioso programma, l'inutile metodo e l'indefinito scopo dell'associazione internazionalista. A proposito delle leggi spagnole contro l'Internazionale scrive: «Non bisogna confondere l'Internazionale col comunismo, col socialismo, col fourierismo, col sansimo-nismo e con tutta quella vecchia roba del 1848 che servì alla fortuna del Bonaparte... il nuovo socialismo di Corate, Mili, Marx, Muller, Jacobi, ha base essenzialmente economica, piglia punto di partenza dalla antropologia e, lungi dall'assorbire l'individuo nell'ente collettivo, subordina questo all'individuo e fa servire tutte le forze sociali allo sviluppo dell'uomo. Una dottrina che ha queste basi non si sopprime facilmente con i 118 discorsi delle Cortes spagnole, né cogli anatemi di Mazzini, né con la mitraglia di un Thiers, né con le fucilazioni in massa del generale Cissey ». A proposito delle discordie della democrazia romagnola, pubblica la nota lettera di Garibaldi a Eugenio Valzania di Cesena. Riporta da « La Plebe » di Lodi la lettera di Gelso Ceretti, che annunzia di costituirsi in prigione per espiare il delitto di avere chiamati assassini i carabinieri avvinazzati che uccisero il giovane Ferrari.
zusammenstellung
La serie è scompleta. - IX. Ro. 8
verweis
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