L'Asino. — Giornale socialista quotidiano.

note
Roma (Tip. Folchetto, fot Tip. Sociale dell'Asino); quotidiano; cm 49 x 34, poi 46 x 29; pp. 4, coll. 5, illustrato.
responsable
Direttore: Giovanni Domanico; collaboratori: Errico Malatesta, Minosse [pseud.]; gerente: Odoardo Durasco.
coherence
I, n. 66 (3-4 aprile 1895) - a. I, n. 155 (5 luglio 1895). Precedentemente al n. 66, a. I (3-4 aprile 1895) il periodico è uscito col titolo: «L'Asino quotidiano».
notes contenu
Alla destra del sottotitolo il motto: « Come il popolo è l'Asino, utile, paziente e bastonato. guerrazzi ». Nel n. 67, a. I (4-5 aprile 1895) ritratto di Federico Engels. Nel n. 69 (6-7 aprile 1895) pubblica la Genesi del capitalista industriale di Carlo Marx, e in appendice un articolo di Guido Podrecca: Sua Eccellenza. Nel n. 72, a. I (9-10 aprile 1895) ritratto di Benoit Malon. Nel n. 115, a. I (25-26 maggio 1895) appoggia la candidatura di Enrico Bertet, Andrea Costa, Giovanni Domanico. Sono note le vicende che accompagnarono il sorgere di questo primo tentativo di giornale quotidiano socialista. La « Lotta di classe », organo ufficiale del Partito, escludeva questo giornale dall'elenco della stampa socialista e in una breve nota apparsa nel n. 9 (2 marzo 1895) esprimeva i suoi dubbi circa le possibilità pratiche per l'uscita del quotidiano socialista in Roma « dove il Partito era in uno stato di completa dissoluzione » e osservava che, a pubblicazione avvenuta, era parso evidente come l'attività del giornale, dominata da « uno spirito di ecclettismo che va dalla repubblica all'anarchia » si svolgesse fuori del « preciso terreno del Partito ». Infatti il giornale, oltre che pubblicare in appendice lo scritto di F. S. Merlino: L'individualismo anarchico, ospitava articoli delle più varie tendenze, le lettere dall'esilio di Pietro Gori, il discorso di Giovanni Bovio alla Camera, i documenti segreti relativi alla Internazionale ed alla Comune parigina. Uno scritto del Malatesta aveva suscitato le ire del Lazzari, che accusava « L'Asino » di aver violato con tale pubblicazione la disciplina di partito e scriveva : « Malatesta tende al comunismo anziché al collettivismo », distinzione che « L'Asino » non poteva riconoscere, poiché avrebbe significato « diffidare di Marx e di Engels, i quali furono e sono comunisti ». In séguito alle discussioni sorte in seno al Partito fra la tendenza intransigente, sostenuta da Costantino Lazzari nel senso dell'assoluto rispetto alle decisioni del Congresso, e quella moderata caldeggiata da Filippo Turati, Ettore Ciccotti e altri, per l'unione dei partiti della democrazia in un blocco atto a fronteggiare la reazione e ad assicurare « le libertà costituzionali in un regime liberale in cui il proletariato abbia agio di organizzarsi », la dirczione de « L'Asino » pubblica in nota una deplorazione dell'ortodossia del Con­gresso, che non si era preoccupato delle particolari condizioni locali del Partito, e dichiara di considerare questa tattica « soverchiamente, aridamente, metafisicamente intransigente, spinta alla esagerazione dagli uomini dell'ex Partito operaio prima, poi dal gruppo dei socialisti milanesi che è stato, bisogna riconoscerlo, il soffio animatore del Partito socialista dei lavoratori », e conclude: « le alleanze possibili sono da concretarsi coi partiti veramente affini, repubblicani e collettivisti ». Nella ricorrenza della morte di Lassalle, Marx, Engels, Malon, ne pubblica il ritratto e la biografia. Assunto a organo della Federazione socialista romana (16 giugno 1895), in séguito alle trattative amichevoli condotte e concluse dai rappresentanti del giornale, Silvio Drago, Angelo Bidelli, Aldo Alinovi, pubblica i comunicati del Consiglio nazionale del Partito socialista italiano, ed in esteso il programma minimo politico e amministrativo; pubblica inoltre le Effemeridi stanche del socialismo e del libero pensiero, i resoconti del processo contro il suo direttore Giovanni Domanico, incolpato di avere suscitato la guerra civile per mutare la costituzione dello Stato, e contro i socialisti siciliani Bosco, De Felice, Barbato, ecc. Il giornale persegue una accanita campagna moralizzatrice contro la politica del ministro Francesco Crispi « uomo politico e patriota, che rinnega il suo passato », pubblica il discorso di Andrea Costa alla Camera e quello di Felice Cavallotti. Il suo direttore visita i reclusori di Volterra e San Gimignano e le Colonie coatte di Tremiti, e denunzia il trattamento inumano usato ai detenuti politici, le condizioni di salute di Giuseppe De Felice, Garibaldi Bosco, Italo Salpi, Carlo Gattini, il giovane ribelle della Lunigiana e di altri condannati, e prende occasione da questa inchiesta per condurre una vivace campagna per la riforma della legge di Pubblica sicurezza e contro la violazione che di essa fanno le autorità politiche. A proposito della polemica suscitata dal libro di Enrico Ferri Socialismo e scienza positiva e dalla lettera dello Spencer, che diffida « chiunque cerchi di servirsi del suo nome in sostegno del socialismo », pubblica la risposta del Ferri, che ribadisce la sua tesi : « i filosofi Spencer e Darwin non avere condotto le loro dottrine alle estreme conseguenze del pensiero positivista, che costituisce il fondamento scientifico del socialismo marxista ». Continua per molti numeri a pubblicare una serie di sonetti sul socialismo, di Giuseppe Ciancabilla. Col n. 155 (5 luglio 1895) annunzia di cessare le pubblicazioni quotidiane, a ciò costretto dalla situazione finanziaria, e di riprenderle settimanalmente « con la stessa fede e lo stesso entusiasmo ».
collocation
Ge. III. 3081
reference
125 c